sabato 17 novembre 2012

Mai dire Noaro

...ovvero commentatori ingarbugliati.

Per caso o per necessità sono giorni in cui la nostalgia ritorna ai tempi domenicali di Mai dire Gol, quando la cena era a base di wurstel o di té caldo (ovvero la cuoca non aveva voglia di stare ai fornelli) e i risultati calcistici del pomeriggio si conoscevano tra una stronzata e l'altra della Gialappa's. Almeno se si prestava molta attenzione...
Serate di avvenenti bionde, un po' meno avvenenti con accenti terribili (beh domenica oggi c'è la Lagerback, quindi non è che sia cambiato molto), semi-giovani col parrucchino costano, vecchi perculati a sufficienza (mai capito chi fossero quei due e voglio tenermi la suspense).

Ma non voglio rubare  ulteriore spazio alla chicca odierna, un fragrante montaggio del telecronista anni novanta vicentino Noaro. Il video è must see, per riscaldarsi comunque ci sono due perle videotrascritte.

"Ricordo che comunque quella di un arrivo a pari punti non è un'ipotesi da scartare, anche se trattandosi di un'ipotesi è solo una eventualità come dire ipotetica appunto e quindi in fondo comunque ancora possibile anche se poco probabile ma potrebbe anche essere che si possa pure arrivare a pari punti"
"Devo dire che ad alcuni ex giocatori diventati ora opininisti di tv, spesse volte fanno ridere, dovrebbero fargli anche la prova del palloncino per le cazzate che dicono. Come del resto anche ad alcuni colleghi della carta stampata.
Voglio considerare comunque a questo punto chiusa la polemica tra me e il sottocritto"


P.S. Sia mai che nei prossimi giorni riesca pure a trovare il video di quel pattinatore olimpionico che vinse la medaglia d'oro per defezioni dei contendenti. Come diamine si chiamava?

domenica 9 settembre 2012

Brave: quei ribelli (non comunisti) della Pixar

Finalmente una nuova puntata dei Pixar files. E lasciatemelo dire: era proprio ora. Dopo il trittico tutto nuovo Ratatouille-Wall E-UP sono seguiti due seguiti (beccatevi il gioco di parole tié): il buonoforseottimo Toy Story 3 e quel Cars 2 che prima o poi si vedrá. Insomma Brave lo aspettavo al varco per tutta una serie di motivo. E lo voglio scrivere prima di lanciarmi nella pappardella la sommatorio pregi - difetti da risultato positivo, anche se per lo sconforto di qualcuno sono andato a naso e non ho certo soppesato numericamente i due aspetti.
Suvvia. Brave é il primo film Pixar in cui la mano femminile é presente e certificata dalla presenza di Brenda Chapman (che però non ha visto la fine del processo di lavorazione). Il legame madre/figlia domina la sceneggiatura interamente, vive di momenti di rara naturalezza propri di ogni adolescenza e sfocia in una finale - bando alla virilitá - da lacrimoni. Tutto il resto é grasso che cola e per giunta di ben poco valore/spessore; eppure Pixar ci ha sempre abituati ad una maniacale cura al dettaglio. E mentre invoco a voce baritonale uno spin off per i tre gemellini, mi dispiaccio per il minimo spazio dato ai tre Lord vichinghi, per la banalitá del ruolo della strega intagliatrice (é proprio cattiva o solo smemorata?), per il sempiterno colorito da imbecille del padre-regnante (che invece ha una profondità d'animo pari a quella della madre).
Brave in ogni caso vince la scommessa fatta a suo tempo da Pixar: toni cupi, una trama con luci e ombre, un mondo magico (ma il tono é un blando miyazaki), tanti tantissimi alberi e quel fare medievale. Nessun altro film Pixar aveva cercato di approfondire in maniera così profonda il rapporto tra due personaggi, portando addirittura alla commozione su un finale che trasmette le stesse emozioni dell'inceneritore di Toy Story 3 anche se a onor del vero in Brave è tutto più telefonato. Purtroppo le tante sfaccettature che compongono il legame madre-figlia, la grande serietà di fondo e udite udite la non linearità dell'evoluzione, portano necessariamente con sè uno svilimento di tutti gli altri personaggi per incontrare una platea anche giovanissima. Ma è certo che gli infanti dall'ultima fatica Pixar difficilmente potranno trovare edificante la morale servita a fine pellicola, che invece parlerà e molto a quanti attraversano ora l'adolescenza e perchè no la gioventù; d'altra parte si troveranno coinvolti non poco anche i genitori che sapranno capire la ribellione della figlia ma anche l'amorevole tenacia della madre.

La scommessa di qui sopra verteva principalmente sul recuperare il bagaglio fiabesco avventuroso delle principesse Disney e renderlo in un prodotto d'animazione di maggior cupezze e dalla trama più arzigogolato. Poi qualcuno degli sceneggiatori se ne è uscito dicendo: vabbè ma così è troppo semplice, ci vorrebbe una capigliatura della principessa Merida composta da ricci vaporosi che hanno una vita propria esattamente come i ballonzolamenti del videogioco Dead or Alive. Che sfida! rendere la chioma realistica nel movimento eppure espressiva di per sè in bellisima simbiosi con gli occhi azzurri della protagonista e le movenze buffe di lei e del resto del cast digitale.
La colonna sonora riflette inevitabilmente di influenze celtiche (eccolo a briglia sciolta), che nei miei confronti sono sempre più che ben accette. Dispiace purtroppo che la versione italiana traduca due delle tre canzoni cantate del film e le assegni al solito prodotto di Amici/X-factor, in questo caso la rossa (toh va...) Noemi. Vabbè, ascoltatevi le originali di Touch the Sky e poi l'altrettanto evocativa Into the open air, entrambe rifacentesi al desiderio di libertà e indipendenza così ardentemente bramato dalla principessa Merida. Se poi volete cullarvi nel mood celtico del film le due ninna nanne Noble Maiden Fair e Tha Mo Ghaol Air Aird A' Chuain qualsiasicosavogliadire sono più che indicate.
Post Scriptum: purtroppo dei corti che sono soliti aprire i film Pixar si parla sempre in chiusura o in minuscoli box. La Luna di Enrico Casarosa che apre Brave è un genuino attacco d'arte. Nella storia dei corti Pixar probabilmente si è visto qualcosa di migliore e più ritmato, ma l'immagine finale di stupore che fa tanto Baricco e il rapporto tra padre e nonno valgono da soli la visione. Un altro pezzo artistico Pixar che lascia il segno, anche se me lo aspettavo più graffiante.

venerdì 31 agosto 2012

Il test di Cioè sui First Person Shooter


Come al solito questo post arriva fuori tempo massimo. Giurin giuretta che era in preparazione da almeno questa primavera in previsione per questa estate, quando potevate stampare il test pieghevoletascabile proprio qui sotto e discorrere di FPS e Call of Duty col vicino d'ombrellone.
Perchè per uno sparatutto che macina pentolate di copie ci sta sempre il vecchiaccio vicino d'ombrellone con le calze a Ferragosto come nel film di Verdone. L'immancabile vecchiaccio che si è sciroppato tutti i Call of Duty dal primo che non si era sciroppato nessuno all'ultimo che si sono sciroppati tutti ivi incluso il vecchiaccio.
Contorto? Veloce, regia sia mostrata la prima infografica...


Ah le infografiche o se ci sono le date pure timeline. Robe esplicative e sintetiche al massimo che gli americani adorano, così come adorano gli shooter in prima persona.
Ma si proceda. Beccatevi quindi il summenzionato test sul Call of Duty, una roba abbastanza simpatica che ho sgraffignato alla redazione di Game Informer. Si seguono le freccine e si arriva senza nemmeno fare le somme ad un profilo ideale, esattamente come il test "ho tradito il mio ragazzo con il nonno di mio cugino...sono ancora vergine?".

 

La risposta in qualunque caso a qualsiasi domanda vi stiate ponendo è NO!!

sabato 23 giugno 2012

Il caso Lusi: un esempio di log-rolling?

Mercoledì 20 Giugno il Senato ha espresso parere favorevole circa l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'onorevole Lusi, che da un paio di giorni trascorre il proprio tempo nel carcere di Rebibbia in attesa dell'interrogatorio e di una probabile condanna avendo sottratto milioni di euro dalla cassa della Margherita.
Il voto in Senato è di per sé trasparente, conferma il parere espresso dalla Giunta per le elezioni, passato a larga maggioranza e legittimo nel scaricare le colpe su un parlamentare sul quale pendono accuse gravissime. Tuttavia il voto in esame è interessante per almeno tre ragioni:
- si tratta della prima volta che per un senatore passa l'autorizzazione a procedere (innumerevoli le volte di un deputato)
- è la prima autorizzazione a procedere votata con scrutinio palese
- la condotta del PDL conferma il suo essere un "partito anarchico" (come ha scritto più volte Ferrara sul Foglio): anche in questo caso il PDL non ha votato in maniera compatta, ma ci sono stati alcuni dissidenti che si staccati dalla linea del partito (es. Marcello Pera)
Utilizzando alcuni strumenti basilari dell'analisi politica si può meglio spiegare il risultato del voto.

 
Lusi ha cercato invano fino all'ultimo di ottenere il sostegno necessario per evitare la propria incarcerazione, consegnando agli altri senatori un memoriale di 400 pagine, ma sopratutto  si è mobilitando affinchè il voto si rivolgesse a proprio favore. Sconfessato dal PD, Lusi si era rifugiato nel gruppo misto e da lì si era avvicinato al PDL, a suo avviso ultima speranza. Grazie alle firme di alcuni senatori del partito di Berlusconi Lusi si apprestava ad indire la votazione a scrutinio segreto, non voluta da PD (Bersani e Finocchiaro): il Regolamento del Senato fissa a 20 il numero di senatori le cui firme sono in grado di indire il voto segreto, tale quota è stata solo scalfita e pertanto la votazione è avvenuta in maniera palese. E' una novità dal momento che dopo il 1988 si è sempre votato a scrutinio segreto in materia di questioni morali e sulle persone.
Per accattivarsi il PDL e sperare nell'empatia della "casta", Lusi ha quindi votato (insieme al sodale Alberto Tedesco) nella mattina un no al progetto di legge costituzionale circa la diminuzione del numero dei parlamentari in cambio del voto contrario del PDL alla sua incarcerazione nel pomeriggio. Si tratta in breve di un dispari e disperato log-rolling, lo scambio di voti tra due fazioni al fine di costituire una maggioranza che possa votare entrambe le mozioni tali da garantire un'utilità positiva per entrambi. In breve la formula può essere: "voteremo ora la tua proposta, se più tardi tu voti la nostra".


Il giorno 20 Giugno in Senato erano presenti in 195 (su 315), la cui maggioranza semplice è di 98. Quasi tutte le forze politiche si sono espresse a favore dell'autorizzazione a procedere, mentre le dichiarazioni di voto del PDL sono state le ultime e quelle in grado di fare chiarezza sul risultato finale. 

Senatori presenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 195
Senatori votanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 169
Maggioranza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85
Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 155
Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1

Dei 195 presenti hanno votato in 169, quindi la maggioranza semplice era di 89. Poichè il PDL (i 26 membri che hanno seguito la linea partitica) ha preferito uscire dall'aula e non partecipare al voto (in Senato le astensioni si sommano a quelle dei favorevoli). In verità tra i 26 che hanno abbandonato l'Aula c'è anche Rutelli, ma per semplicità consideriamoli tutti del PDL in quanto buona parte di essi milita proprio in questo partito.
La tabella sottostante mostra i possibili risultati della votazione nel caso in cui una componente del PDL si fosse astenuta (come effettivamente è successo) e nel caso in cui il PDL avesse partecipato al voto negando l'autorizzazione a procedere verso Lusi (portando avanti il log-rolling mattutino).
Qualora il PDL avesse votato contro i suoi voti non sarebbero stati comunque determinanti e molto semplicemente l'incarcerazione di Lusi non avrebbe potuto prolungare il log-rolling continuando l'opposizione al progetto di legge di riduzione del numero dei deputati. D'altra parte la componente attorno a Lusi è esigua (i 13 contrari hanno votato in questo modo per le ragioni più svariate) e quindi il PDL non aveva alcun interesse ad inglobarlo all'interno delle proprie fila. Il momento particolare in cui all'interno del Parlamento si verifica una "larga coalizione" è tale da mettere da parte alcune logiche tipicamente parlamentari, come ad esempio quella importantissima del numero di membri a favore di questo o quel gruppo.
Lo scarso interesse mostrato dal PDL nei confronti della promessa di log-rolling è schematizzabile attraverso il confronto dell'ordinamento di preferenze di PDL, PD, Lusi.
Detta x la preferenza attorno alla riforma costituzionale semi-presidenziale, y la preferenza intorno alla riduzione del numero dei parlamentari e z la preferenzaattorno alla negazione dell'autorizzazione a procedere nei confronti di Lusi:


Lusi giustamente vuole salvare sé stesso anzitutto, quindi mantenere un legame con il PDL (dopo l'espulsione dal PD) che potrebbe garantirgli la rielezione nel 2013 e infine ridurre il numero dei deputati; il PD ha in cima alla propria agenda la riduzione del numero dei deputati che potrebbe favorire un incremento nei sondaggi pre-elettorali e conquistare i voti necessari alla vittoria nelle prossime elezioni, quindi approvare la riforma semi-presideziale tanto gradita al PDL in fede al sentimento di responsabilità richiesto dal governo Monti e dalla volontà insieme al PDL di uscirne puliti politicamente dai tagli  e tasse dell'attuale esecutivo e praticamente nullo è il desiderio di salvare colui che ha sottratto innumerevoli quattrini dalle casse di una formazione poi confluita nel PD; infine il PDL ha molto interesse a riformare la Costituzione in senso semi-presidenziale, relativo interesse a mantenere la coalizione con il PD così da "lavarsi le mani" circa i tagli del governo Monti e in ultima istanza salvare Lusi per i motivi sopra detti (esiguo apporto numerico).

mercoledì 13 giugno 2012

La ragazza delle vertigini

E' giunto il momento. Dopo aver trascorso gli anni più recenti a leggere ringraziamenti di professori che ringraziavano (sempre gli stessi) professori, marchettari di un circolo elitario esteso a una nicchia che non se la fila proprio nessuno...dicevo, dopo aver letto ringraziamenti a sproposito anche il tuo umile nome compare come fonte d'ispirazione (questa è grave, eh!) all'appendice de La Piccola Equilibrista, di Stefano Vignati, 0111 Edizioni, 2011 (La ragazza delle vertigini è solo il titolo che ho dato al romanzo prima che riuscissi ad impararne la titolazione).
C'è di più: il mio ego è pure inserito a forza in un personaggio secondario del romanzo, un vecchiaccio smagrito e pure stronzo che non mi rappresenta per niente. O forse sì?

Ma non c'è autopromozione che tenga, dato che il merito di questo racconto va tutto al suo autore, ggiovane giurista (questa è una promozione, eh!), che c'ha pure un blog ben più serio delle quattro strimpellate a queste latitudini, divoratore da tempo immemore di letteratura dell'orrore, del mistero, dell'occulto e tutte quelle cose che io non mi azzarderò mai a leggere. Dopo un paio di antologie di racconti si è buttato nel confezionamento di un 200 pagine a tema noir (recita la copertina), ma in realtà è un pastiche di giallo, di thriller, di horror, di soprannaturale etuttequellecosecheiononmiazzarderòmaialeggere.
E invece l'ho fatto ben volentieri e non posso che consigliarlo a qualsiasi distratto lettore capitato quaggiù: se vi piace il genere, La Piccola Equilibrista offre un raro equilibrio (ehr...) di grazia e cupezza, roselline e fango e molta molta morte manco fosse un Resident Evil.
La trama la scoppiazzo dalla quarta di copertina e ci aggiungo qualche nota a muzzo. 
Alessia è un’orfana capace di camminare in equilibrio sui fili del telefono e di infilarsi nei sogni altrui. E a Nathaniel, titolare di un Circo, questa dote non può che ingolosire (cioè la prima, quella di acrobata/equilibrista/sprezzante delle vertigini). Quando parte per rapirla si aspetta un’adolescente impaurita.
Niente di più sbagliato. Si trova una...
In un paesello di montagna che diventa un cupo labirinto di fughe e paure, di fronte a una bambina che si rivela essere tutt’altro di quanto pensassero, Nathaniel e il suo gruppo si trovano invischiati in una caccia senza tregua.
E parliamone di questo fantomatico gruppo: oltre al boss circense che mi ricorda troppissimo il Fagin di Oliver Twist salvo essere uno smanettone di prima categoria tra file .exe, gps e .avi, troviamo il suo braccio destro Toretto che immagino palestratissimo quanto Vin Diesel (appunto) e scemo quanto barbone ubriaco alle quattro di mattina, e due killer professionistici. Una (Cordelia) bellissima e abbastanza zoccola (dai, va ammesso) con diciamo più di un asso nella manica, un altro (Vincent) imperscrutabile e dannatamente spietato sembra il killer di Posizioni di Tiro di Tardi.
Voi non ve ne siete accorti ma è partita la recensione del romanzo. Che continua segnalandone i punti di forza: ovvero la scrittura semplicemente perfetta, non c'è una parola fuori posto e le immagini spesso drammatiche sono rese in maniera vivace ben oltre l'usuale "come un pugno nello stomaco"; la linee di dialogo scorrono via, ma è la componente descrittiva che la fa da padrone prendendosi spazi molto ampi. L'intento è talvolta didascalico, il fluire logico delle scelte--->conseguenze, cause--->accadimenti scivola via sulla carta esattamente come (immagino) nella mente dell'autore che vive l'avventura dei quattro personaggi compartecipando ai loro sentimenti e al loro dramma che si rende evidente di capitolo in capitolo.
Forse, però, questo grande rigore descrittivo e perizia narrativa smussano quella componente onirica incarnata da Alessia che non sembra mai conquistarsi il proprio spazio e nel finale è risolta in un'ambivalenza scontata e di scarso effetto. E' bene rendere conto in tempo reale di quello che frulla nella mente assolutamente normale© dei quattro protagonisti, ma perchè spezzare le ali a momenti più favoleggiati e soprannaturali specie perchè la verità finale non è completamente razionale?
Sui protagonisti mi permetto un'ultima critica. Cordelia, la giovane ragazza, vanta notevoli incisi (chiamiomole pure parentesi narrative) circa la sua vita passata, il suo background come direbbero gli indiani d'america, in parte funzionale a delineare la sua prospettiva sugli eventi, in parte funzionale a tondeggiare la sua figura fragile eppure coraggiosa; ma gli altri tre? Perchè non indagare il passato anche di Vincent (da dove viene questa sua spietatezza? E la sua reputazione di killer professionistico? Perchè adora visceralmente la sua pistoletta? Non si commuove ad ammazzare la gente?) e di Toretto (a quando la prima sigaretta? la prima canna? la prima sbronza? no vabbè, forse questi particolari non interessano)?
Urge uno spin off si direbbe...
Aldilà di un inizio poco graffiante e di certi capitoli meno brillanti di altri, La Piccola Equilibrista è un ottimo romanzo horror/thriller, originale in certe scelte stilistiche, con un colpo di scena (e mezzo) convincente. Consigliato!

Viene 15 euro alla cassa, ma io posso farvi uno sconticino e forse forse regalarvi un paio di audiolibri!
Qui sotto la copertina: se cliccate su di essa succede qualcosa di magico!


P.S. Mi riprendo un attimo lo spazio che mi compete per un appunto finale. Ho scoperto leggendo questo libro di quanto ormai sia insofferente alla lettura di qualcosa di più lungo di dieci pagine. Forse è colpa della mole di letteratura universitaria, forse non è propriamente il mio geenere, ma impiegare due mesi per leggere le duecento pagine de La Piccola Equilibrista è forse eccessivo specie perchè molte volte ho preferito spendere il mio tempo libero giocando un po', guardando un film o una puntata di un serial, una partita sportiva...
E' normale che ci siano un sacco di cose che attirano la mia attenzione, ma l'idea di leggere interamente un libro proprio mi annoia?

domenica 3 giugno 2012

Viva la f...amiglia!


Si è ultimato da poche ore la messa-evento al parco di Bresso che ha concluso il VII Incontro delle Famiglie con un milioncino (forse due) di persone alla presenza del Papa Benedetto XVI. Posso dire per una volta: io c'ero. Tacerò sulla sveglia presto prestissimo e sul crodino stappato a mò di colazione, ma prima di ripercorrere i goliardici momenti salienti (che alla fine era sopratutto una festa) voglio solo ricordare due momenti della liturgia particolarmente apprezzati: i dovuti ma sentiti pensieri e preghiere rivolte ai colpiti dal terremoto (veniale il messaggio finale circa la donazione delle offerte caritatevoli ricevuti in questi giorni, ma altrimenti le malelingue non si sarebbero chetate) e la vicinanza a quanti "pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da esperienze dolorose di fallimento e di separazione [...] Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica [...] Vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza".
E ora via con la top 5 più bonus finale!

5) Il settore 32 ospitava una variopinta famiglia (più d'una?) d'origine sudamericana. Gente che il ballo ce l'hanno nel sangue: e difatto senza un goccio di alcool nel corpo e incuranti dell'ora presto (8.30...minuto più minuto meno) intonavano spagnoleggianti canti e melodie. Versetto d'oro va al "Evviva evviva la f [pausa catartica] amilia", coreografia d'oro va alla montagna che sale e sale sfiorando le dita delle due mani.
4) L'arrivo di Benedetto XVI rapisce con il suo duplice giretto sulla Papamobile avanti-indree lo sguardo dei convenuti, ma qualche avveduto non può notare sul maxischermo il gesto furtivo di un cardinale che estrae dal taschino (?) della tunica un iPhone e scatta una foto ai colleghi lì dirimpetto con lo sfondo del milioncino di cui sopra. Sembra difficile recuperare lo scatto ripreso in mondovisione, ma questa webduepuntozerosità ci piace assai...
3) Cerchiamo di capirlo il cardinale Ennio Antonelli. Rispetto al buon Angelo Scola o allo stesso Ratzinger, il Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia non ha molte occasioni per interagire con il pubblico. Il breve mi raccomando ringraziamento al termine della liturgia diventa un lungo elenco di buoni propositi e saluti in tutte le direzioni: ogni passaggio è stato sottolineato con applausi/ovazioni da parte dell'assemblea/moltitudine. E il signorino sembrava pure gustarsi questo tira e molla, questo giochino che protraeva il suo momento di gloria sospirato per tutto il passato quinquennio.
2) Al termine della prima lettura (un passo del Deuteronomio incentrato sulla figura di Mosé) letta in inglese, per recitare il salmo è salito un giovincello grassoccio dalla voce angelica. Dall'alto della sua ottennità s'è messo a discettare al modo degli antichi di giustizia, creazione, amore sorpassando l'emozione iniziale e lasciando risuonare mellifluamente la bellina voce bianca.
1) Prima posizione per altri deliziosi signorini seduti dalle parti del sottoscritto. Seduti è proprio la parola corretta. Ora chiunque sa che una messa la si recita parte in piedi parte seduti, che ci sono momenti precisi in cui raggiungere la stazione eretta e altri in cui crogiolare il proprio fondoschiena sulla panca: un piccolo capannello di gente ha deciso di sostare proprio davanti a uno dei maxischermi predisposti, sollevando le critiche prima, rimostranze poi di due isolatissimi "fedeli" che di contro volevano godersi la celebrazione svaccati come fossero al cinema. Si è partiti con insulti randomici alla terza età, che non dovrebbe venire a simili raduni visto che c'ha l'anzianità, per poi proseguire con attacchi mirati stile kamikaze e infine approdare alla summa totale "vi odiano tutti". Cosa non veritiera, semmai il contrario visto che quasi nessuno tollerava simili insulti a voleva mantenersi eretto. Sarebbe stata una risposta grandiosa se quest'ultimi si fossero girati e avrebbero pronunciato la fatidica frase "sto cazzo che ci sediamo" con tanto di gestaccio in memoria della mitica Degeneration X!

Miiiiiimmmmoooooo

 Tempo clemente

Appena uscito dai gabinetti chimici...

Chi è costui?

Bonus track. Non appartiene ahinoi agli avvenimenti di stamane, ma il sindaco Pisapia che saluta Venerdì il Papa ricordando la comune visione in gioventù del Commissario Rex è assolutamente da vedere!

venerdì 25 maggio 2012

Sakurai, Miyamoto e Iwata disegnano (male) Kirby

Questa è una chicca non da poco, specie per chi è tanto fan di Kirby, l'eroincino videoludico rosa tanto confettoso, quanto brutto stronzo mi ingoia tutti i sottoposti [cit. Kind Dedede].
Ora quest'anno cadono i venti anni del franchise, nato su Game Boy che quasi quasi dissotterro la cartuccia e ci faccio una partita, ma il colorito da Barbie lo ha assunto solo con l'approdo su NES per ovvie migliorie cromatiche rispetto al monolite indistruttibile monocromatico portatile.
Per festeggiare nel 2012 ci dovrebbe essere una simpatica collection che chissà se arriverà, chissà se...

Preludio a parte, il contributo odierno è un'immagine scansionata dalla guida strategica di Kirby's Adventure (appunto il capitolo "colorato") anno di grazia 1993, la cui carta non poteva che essere del colore del sedere dei tre porcellini. A tre omini di punta Nintendo è stato chiesto di disegnare il personaggino asessuato come meglio potevano: (da sinistra a destra) e Sakurai (paparino di Kirby appunto, poi in futuro uomo-Super Smash Bros) gli appiccica unespressione stupita/sognante/drogata e una scintillante bacchetta magica; Miyamoto (uomo Mario, Zelda, Pikmin, Starfox, adesso non fa più un cazzo ma indossa gilet terribili: bel modo di organizzare il prepensionamento) lo fa zampare e gli fa stringere nelle mani chenonha due bei ventagli di cui uno con il logo HAL (lo studio di Sakurai); Iwata (uomo HAL e ora Presidentissimo di Nintendo) lo disegna in maniera terribile cogliendo solo la forma da palla. Non è un caso che quest'ultimo siano stati assegnati ruoli dirigenziali e gli altri due siano rimasti ai posti di creativ, nonostante i sorrisi da ebeti.


A.A.A. ulteriori sinonimi/espressioni analoghe a "rosa" cercansi

domenica 20 maggio 2012

L'angolo di Don Emilio

Ovvero post velocissimo che è ora di scolare la pasta. Elenco (dicono falso...ma vabbè, l'astrazione è dalla nostra e la verosimiglianza pure) di alcuni avvisi affissi sulla bacheca parrocchiale o sul giornalino della stessa, spero vivamente non letti al termine della Messa domenicale.
Da leggersi uno dopo l'altro, come le ciliege (una tira l'altra...tira più un...), e accogliere il termine di ciascun "avviso" con un olé o una sonora pernacchia a seconda del vostro credo.
Mi permetto solo di scrivere le tre che mi hanno piegato in due come si suol dire...

"Il gruppo di recupero della fiducia in sé stessi si riunisce Giovedì sera alle 7. Per cortesia usate la porta sul retro." #comedrogati

"Care signore, non dimenticate la vendita di beneficienza! E' un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa.
Portate i vostri mariti." #perchèingombrano? #perchèinutili?

"Il costo per la partecipazione al convegno preghiera e digiuno è comprensivo dei pasti" #venitegiàmangiati

domenica 1 aprile 2012

Inn-ova

Si tratta di un Sabato sera, nel borgo natio dal quale mi sono prontamente staccato (disgustato?) in concomitanza con la liberazione dal fardelloso cordone ombelicale. Erano più o meno vent'anni fa: l'URSS c'era ancora, i Pokèmon nono e cose così.
A Tradate perchè? Beh, per il [momento serietà] convegno su startup e dintorni dal titolo Innova, organizzato dai Giovani Democratici [/momento serietà] comunistiradicalchic [momento serietà] della Provincia di Varese. Un sunto degli argomenti lo trovate a questo indirizzo [/momento serietà] ma se insomma ve lo siete persi forse a manifestazione conclusa ve ne fregherà poco, pochino, nulla.
Punti a favore sono state le notevoli fette di pizza che un figuro bassetto che tiene i soldi mi ha genuinamente passato. A un certo punto ha pure sbottato di essere trattato come schiavo, ma insomma l'ho già detto che era un covo piratesco di comunistiradicalchic?


Ah buone le pizze, simpatico il vecchio dal capigliatura bianca e fluente che in verità pareva capirci poco di social calendar, fundraising, followers appipparappopopo e non dimentichiamo chi si è occupato di issare camera e treppiede per garantire un live streaming della serata. Sarà riuscita questa opera fantasmagorica di chi il Sabato sera se ne stavano a casina (!), davanti allo schermo del computer (!!) e seguire qualche borioso maccaro (!!!).
Seguono alcuni miei commenti in uno scambio ante-web 2.0 con il noto pizzaiolo particolarmente ben disposto nei miei confronti. D'altronde tengo momentaneamente una cosa a lui cara con la copertina viola...

Ah, le foto a corredo dell'articolo sono state cortesemente fornite da Twiiter. Ecco perchè la loro definizione fa così cagare!!

Commento a caldo appena arrivato nell'udire un relatore usare termini troppo novveccenteschi e pisapieschi: Perchè parla di paradigmi, sovrastruttura e rivoluzione? E perchè qui tutti hanno il Mac?
L'interlocutore con le mani in pasta (della pizza) non ribatte, anzi rilancia: Ah ah ah ! Perchè sarà un giovane imprenditore Leninista che vedeva in steve job il suo nuovo profeta!
Magari ha ideato lui la campagna pubblicitaria di Faruk
Il secondo relatore presenta il neologismo della serata, Smappo, ovvero un social calendaring: Di al signor Cipollini che l'italiano ha altre parole oltre a figo, quindi non è tenuto a rimpiazzarle con termini inglesi! 
Qui invece lo giustifica: Ih ih!! Doveva farsi pubblicità  visto che ci ha offerto gratis il servizio x l'evento :-)
Mio commento sul successivo intervento, commento non pervenuto: Fubles=Football Manager   


giovedì 29 dicembre 2011

Il mio migliore del 2011

I 100, 10, 5+1, 1, 0, 100000 pullulano di questi tempi sulle nostre adorate fonti d'informazione. Classificando i momenti salienti dell'anno appena trascorso, premiando quei personaggi che si sono distinti negli ultimi dodici mesi.
Proviamo a fare a questo giro una cosa più personale, dando significato ai 365 giorni giustappunto trascorsi. E dando fondo anzitutto all'invettiva nel creare qualche categoria ad hoc. Beh, dai giochiamo...

Il più trascurato...

Ma tu, mio adorato blog, con soli trentaquattro post più questo trentacinque contro il gargantuesco numero di centocinque dell'anno passato. Un negativo paragonabile a molte variabili economiche coeve italiote...
Proposito del 2012 scrivere più spesso a queste latitudini, ma senz'altro è impresa difficile visti quei periodi in cui arrivi saturo mentalmente (l'avverbio intellettualmente immagino sia eccessivo...).

Miglior imitazione di Marchionne

Non voglio che mi si dica grazie, ma nemmeno che mi si facciano gli scherzi. Italia al dodicesimo posto per produzione industriale, primo posto per scherzi della FIOM.
E così via così discorrendo per l'imprenditore più discusso dell'anno, imitato dal comico genovese Maurizio Crozza!

Miglior neologismo ispirato da Super Smash Bros Brawl

Il picchiaduro con tutti i personaggi Nintendo è appuntamento fisso di qualche sgallettato qualche Venerdì sera. Con esso gli improperi più fantasiosi, derivati da attacchi o morti premature impreviste e/o esplosive, ma senza scomodare i Santi miraccomando!!
Piuttosto il vincitore della categoria per l'anno 2011 è il "ficazzo" del sottoscritto: nonostante si presenti come contrazione, esso espande a dismisura la forza imprecativa dei due termini a seguito di una combo da due attacchi abbastanza devastante! Na batosta...

La miglior scritta da toilette

Chi mi conosce bene sa quanto adori i cartelli appiccicati nei servizi igienici per esortare gli impellenti ad indirizzare adeguatamente il getto. Ovviamente rimandi destinati alla sola utenza maschile, che le donne centrano sempre il buco ma impiegano tempi biblici che si trasformano in code di non trascurabile lunghezza (dubbio: ma non si lamentano nè spazientiscono?).
Sono due le frasi tra cui proprio non mi so decidere, per cui le riporto entrambi. Vista la ridotta capacità comprensiva dell'uomo unita alla necessità di concentrarsi sul getto più che sulla scritta, tali cartelli d'esortazione spesso sono dei piccoli poemi ingiustamente celati ai professoroni di lettere. Il primo, dalle parti di Mantova: "Questo buco misterioso serve per pisciarci dentro" con tanto di parole a caratteri diversi, colori diversi e pure evidenziate!. Il secondo, un cinema di Gallarate: "La nostra mira è un bagno pulito/la vostra mira può aiutarci molto". Notare lo stile più forbito e la forte figura retorica cheavràancheunnome machiseloricorda! A pensarci bene quest'ultima è più geniale. Promossa sul campo!

Miglior social network

Che risponde al nome di Gùgol Plus. Che macina numeri magri in confronto allo strapotente Facebook, ma sospinto dalle mirabolanti finanze di Gùgol forse ce la farà nel duemiladodici. C'ha Angry Birdz, c'ha lo scazzo del Caricamento istantaneo delle foto da smartphone, c'ha le cerchie. Che forse sono una puttanata, ma senz'altro possono tornare utili a certi illustri personaggi della Storia. Tipo un fiorentino del duecento-trecento...


Miglior cortometraggio patrocinato dalla provincia di Morbegno

Dalla sacra terra del Bitto giunge a grandi falcate il video youtube più genialoso dell'anno appena trascorso. L'ultimo dei Padani. Satira politica di sopraffina attualità, con i momenti più divertenti nella compilation di schiaffi iniziali e la salace lettura conclusiva.
Da vedere, pena l'evirazione!

Miglior articolo (anche se di stampa comunista...)

Anche se scritto nel 2010. Ma era nel Dicembre quindi così così e poi proprio in questi giorni giorni è quantomai d'attualità. Arriva Kim, il baby dittatore di Lorenzo Amirani in diretta da Pyongyang per L'Espresso è tutto da leggere, giusto per prendere contatto reale con la tristezza delle dittature, dei punti più biechi raggiungibili dall'animo umano. Di tutto il marcio voluto in Nord Corea!
Non mi prosto al passaggio di una simile divinità, nè piango per la sua morte. Spero solo che il figlio designato, dalla biografia scritta per l'occasione dal Ministero della Verità, sia meno scemo del padre e del nonno. Tutto qua!

Miglior saga videoludica con una palletta rosa

Ebbene sì, da maniacale dei platfrom game non potevi prima o poi venire a patti con la serie Kirby. L'aspirapolvere che si chiama come un noto fumettista americano è rosa, tondeggiante, vola, vola, vola, vola (vedi Super Smash Bros Brawl, cioè sopra), ha pretese da aspiratutto. Ma non si droga!
Nel corso dell'anno hai giocato più o meno contemporaneamente alcuni titoli recenti come il Canvas Course per Nintendo DS, l'Epic Yarn per Wii e il remake del capostipite per GBA. Ora si da la caccia alle cartuccione SNES dei vari Dreamland e se ci gira pure i da poco usciti Mouse Attack per DS e Return in Dreamland sempre per Wii. Peccato solo che la difficoltà media sia da ottenni, con alcune punte piacevoli ma sporadiche del tattile Canvas Course.
Può essere che abbia fatto confusione con i titoli X-D

Miglior disegno protagonista 

Sembra proprio che gli elefanti innamorati tu non sappia disegnarli. Che sopratutto le orecchie di elefante è un tipo di carne impanata non due antenne paraboliche. In compenso sei bravo a fare gli aereoplanini di carta, anche se poi faticano a volare.
Ma il disegno della nuova Italia eolica e rinnovabile uscita dal referendum anti-nucleare non lo batte nessuno!

Miglior videogioco sulle speculazioni edilizie

Uno spoiler abbastanza consistente da LA Noire, la massiccia produzione Rockstar è meno scintillante del Red Dead Redemption, con una percentuale maggiore di inutilità free roaming e soluzioni di gameplay assai critiche. Ha buoni spunti, ma poteva assurgere a valori produttivi ben più elevati visto il cash che ci stava dietro e il lustro di lavorazione (annunciato diversi anni fa addirittura come esclusiva PS3 per ripagare l'utenza Sony del multipiattaformismo di GTA IV!!!).
Il titolo della categoria racconta l'ambiente dentro il quale si muove il detective Cole Phelps nell'ultimo atto. Un tema assolutamente affascinante per un videogioco...

Miglior fumetto del secolo scorso

Lo sapete, che mica sei tanto attuale. Leggi, giochi, ascolti, (pensi), con un certo ritardo rispetto all'anno di riferimento. Tant'è che altre categorie di questa classifica pullulano di riferimenti antecedenti all'undicesimo anno del nuovo secolo/millennio.
Eleggendo il miglior fumetto però si indietreggia di parecchio: se l'anno venturo poteva essere il Watchmen di Moore, quest'anno è l'intera epopea de Le avventure di Tintin ad assurgere a questo onore. Non è la solita pallosa bande dessiné, ma un concentrato assolutamente turbinoso di ironia, paesaggi affascinanti e storie mozzafiato. Personaggi come il Capitano Haddock o il Professor Girasole sono totalmente fuori di testa già da soli, figurarsi nelle storie in coppia con il primo che si incaponisce e il secondo a guardarlo da pesce lesso. Sono in tutto ventiquattro storie di una certa complessità, raccolte di recente in otto apprezzabili volumi. Lettura molto consigliata!
Il recente film di Spielberg Il segreto dell'Unicorno, atteso e carezzato a lungo, risulta ugualmente ottimo anche se pastrocchia con la storia originale.

La foto dalla gestazione più avvincente

Ok, molti forse la avranno già vista nei luoghi virtuali più disparati, ma in pochi conoscono davvero la realtà dei fatti.
Los Angeles, Giugno, nemmeno troppo caldo. Electronic Entertainment Expo. Hai appuntamento per incontrare il game designer Katsuhiro Harada, da tempo immemore paparuccio della serie Tekken. Dopo un'oretta di anticamera (il figuro stava pranzando!) trascorsa scrivendo l'anteprima di Metal Gear Solid 3D appollaiato su un centimetro di moquette, busso alla porta e trangugiando l'ultimo maccherone mi concedono udienza.
Intervista normalissima, condotta parlando di giochi appena appena annunciati dei quali non si poteva sapere praticamente nulla per ragioni di corporate, chiedo ad Harada una normalissima fotografia. Mi affianco a questo palestratissimo tappetto, mentre il traduttore biondiccio scattava la foto: faccio per stringergli la mano, ma eccolo assumere la posa tekkeniana dell'avambraccio in su e pugno chiuso alla "grab your nuts". In extremis riesco ad assumere una stance analoga, ma il dettaglio della bocca sfigurata e quella maglietta giallina stropicciata immortaleranno in eterno la foto dalla gestazione più avvincente dell'anno 2011.

Piùbel film d'animazione (anche se uscito nel 2010)

Di film in fin dei conti ne hai visti non pochi, ragion per cui non se ne può scegliere uno, ma uno d'animazione senz'altro. E' L'illusioniste del francese Sylvain Chomet di cui avevamo già raccontato su queste pagine. E' un mirabile esempio di animazione classica con pochi ma saggi elementi al computer: la storia di un illusionista sopraffatto dalle mode musicali e cinematografiche, ma connotato da una forza di volontà enorme. Se da una parte va male, è giunto il momento di partire e cercare fortuna altrove: c'è chi passa tutta la vita a lamentarsi e chi si rimbocca le mani. Anche per quello scontento...

Piùbel film vero (anche se uscito nel 2010)

Dall'altra parte la pellicola con attori reali è The social network di David Fincher. La regia da thriller si sposa più o meno gradevolmente alla nascita del fenomeno internautico Facebook. La faccia da stronzo di Zuckerberg e le cause legali per il possesso dell'idea suggellano una storia decisamente americana: la volontà di trovare investitori avendo in pugno solo un'idea, l'ambizione di portare fino in fondo il proprio progetto, le fresche risorse di gioventù.
Se l'America è terra di contraddizioni, di notevoli gap culturali e sociali, è anche vero che è uno dei pochi paesi capaci di investire sulle ambizioni più che sulla concretezza. The social network esprime proprio questo messaggio!

Le personalità che più ci mancheranno

Morti illustri del 2011. Il campione sportivo riccio e sorridente Marco Simoncelli. Il genio tontolone Steve Jobs. Il più importante imprenditore del fumetto italiano Sergio Bonelli. Il giornalista dalla sensuale prosa militante Giorgio Bocca. L'istrionico umorista Carlo Peroni (che negli ultimi tempi, tra una tavola e l'altra, tra un sito internet e l'altro, si dilettava con qualche social games!).
Non ci mancheranno per niente Osama Bin Laden, Kim Jong-Il e Gheddafi!

L'aereoporto più merdoso del pianeta

E' uno e uno solo. Lo Charles de Gaulle di Parigi. Sotto la volta trasparente, dentro gli ampi stanzoni si cela un ginepraio di terminal distanti anni luce l'uno dall'altro, lunghissime file di controllo passaporti e persone che parlano francese. Ci sei passato due volte nel solo 2011, la prima con sette o giù di lì ore d'attesa e solo 15 minuti di wi-fi gratuito, la seconda perdendo coincidenza e pure bagaglio!
Saluto il 2012 con la viva speranza di non metterci più piede, quantomeno come scalo intermedio!!

La serie tv più diversa da Walking Dead possibile

Vista la categoria l'ancora in corso Hell on Wheels della AMC (lo stesso network che trasmette Walking Dead) non può vincere, ragion per cui si disputano l'alloro Spartacus Blood and Sand e Game of Thrones. La prima è decisamente scoppiettante, tant'è che non vedo l'ora della premiere della terza stagione Vengeance a fine Gennaio, ma la seconda presenta un fantasy eccezionale, messo in piedi dal cast HBO in cui gli intrighi politici hanno molto più valore delle scaramucce belliche. Il cliffhanger finale lascia ben sperare sulla prosecuzione con una seconda stagione l'Aprile venturo.

Il libro più corto

...che quindi sei riuscito a leggere ed è il divorato La ragazza dello Sputnik di Haruki Murakami. La prosa a metà tra il sentimentalismo e il tocco noir/thriller dell'autore nipponico racconta di un triangolo amoroso lui lei lei indubbiamente complesso, con un epilogo tutt'altro che ordinario e scontato. I tre protagonisti sono incatenati tra loro, i loro destini intrecciati, ma proprio come lo Sputnik in orbita attorno alla Terra senza mai incontrarla direttamente quei tre sono attratti reciprocamente ma incapci di stringere legami tali da annichilire il campo gravitazionale.

L'applicazione più uebduepuntozero

Non c'è bisogno di farlo per mestiere per immaginare che il 2012 sarà l'anno in cui il cloud computing diverrà preponderante. Ma già nell'integrazione tra smartphone-tablet-desktop si avvicenda un futuro in cui tutte le nostre informazioni staranno su server accessibili da qualsiasi device. Ora come ora posso visualizzare le mie Playlist di Youtube sul computer, sul mio LG Optimus One, sul Samsung Galaxy Tab, volendo anche dal netbook Acer con cui sto scrivendo questo post, dal pc dell'Università (connessione permettendo), dalla televisione di casa se Smart TV, altrimenti attraverso la nuova applicazione per Xbox 360.
Vince la categoria, però, Evernote. Più che un blocco per appunti, grazie ad Evernote si possono raccogliere come foto-memo vocali-parole i pensieri che ci colgono mentre passeggiamo, affidarli all'applicazione mobile, che provvederà a sincronizzarla con il server e permetterci una volta tornati a casa di elaborare come meglio si crede gli appunti presi per strada. Vale anche il viceversa, appuntando indirizzi, orari di negozi, prezzi del biglietto ferroviario. Mai più senza!

Il politico più bollito

Per forza lui, il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni, un campione di risate che ha capito troppo tardi che gli italiani alle sue barzellette non ridevano più. Lascia in eredità un partito di centrodestra ancora immaturo.

I maggiori contribuenti a questa top ten

Tenendo conto delle infime quotazioni che arrivano da Google, è ben possibile che quanti leggeranno codesto scritto provengano da canali direttamente legati al sottoscritto. Tipo feisbuc.
Vorrà dire quindi che forse vi ritroverete protagonisti, ispiratori, antagonisti in qualche categoria. Affianco a chi scrive avrete condiviso momenti importanti e momenti del cazzo di quest'anno giustappunto trascorso. Mi avrete senz'altro sopportato e chissà che magari magari non avrete raccolto qualcosina da quanto fuoriuscito dalle mie labbra.
Sharing è l'imperativo! Buon 2012 a tutti voi!