Facciamo cultura. Con la cultura non si mangia, ovvio. Ma tanto si tratta solamente di un copiaincolla, di quelli che non ci vuole niente a farlo. *Devo copincollare più spesso*
Umberto Eco se ne esce in questi giorni insieme a Bompiani Costruire il nemico e altri scritti occasionali, che è un po' come dire vi spremo tutti fedeli lettori, vi mungo, ecc, che a questo punto dovreste avere appena finito quel mappazzone del Cimitero di Praga. Sempre Bompiani. Che scritti occasionali sono un po' anche quelli che puntualmente pubblicano queste latitudini. *Devo fare anche io un libro allora*
Wlodek Goldkorn lo ha intervistato per l'Espresso, per noi, per voi, per poi...
Riporto un brandello di conversazione su ciò che i libri insegnano, imparano, impalano e non continuo che poi mi viene da ridere...
Lei ha 50 mila libri...
"Il mio collezionismo nasce verso gli otto anni, dall'aver scoperto in cantina libri non rilegati, appartenuti al nonno. Il collezionismo dei libri antichi invece è cominciato quando ho scritto "Il nome della rosa". Visto che ho guadagnato con un libro, ho speso i soldi in altri libri".
Cosa la incuriosisce in un libro antico?
"Intanto il tema. Spesso è legato al mio lavoro. Mentre scrivevo "Il cimitero di Praga" per anni compravo le prime edizioni delle polemiche antisemite e antigesuite. Per "L'isola del giorno prima" ho raccolto volumi dei navigatori nei mari del Sud e carte geografiche. Talvolta mi interessa un libro con annotazioni a margine. Ho incunaboli con note in due colori così belle da essere più attraenti della composizione originale della pagina".
E' la curiosità per le vite degli altri?
"Tracce di possesso che ti raccontano delle storie".
Si comprano e leggono i libri perché si è curiosi delle vite altrui?
"Certo. Un analfabeta che muore a 70 anni ha vissuto una sola vita di 70 anni. Io di anni ne ho vissuti 5 mila. Ero presente quando Caino ha ammazzato Abele e quando Giulio Cesare è stato ucciso, e anche alla battaglia delle Termopili e quando Leopardi guardava l'infinito. La lettura ti dà l'immortalità, all'indietro. Scrivere invece è una scommessa nell'immortalità in avanti, ma senza garanzia".
lunedì 23 maggio 2011
lunedì 9 maggio 2011
Di Lunedì sempre in Procura
E' Lunedí. Come ogni Lunedí é il giorno di sponsorizzare il Tribunale di Milano.
Corso di Porta Vittoria. 8.30 o poco piú. Vanno in giro in coppia, uno regge il microfono, l'altro avvolge la telecamera con un telo di plastica. C'é rischio pioggia.
Largo Biagi antistante la celebre scalinata impala una locandina di "Uomini senza legge" in questi giorni nelle sale. Bizzarro no?
L'ingresso del tribunale é sormontato da tre gigantografie di magistrati assassinati. Una striscetta tricolore e il cognome: Ambrosoli, Galli, Alessandrini.
Troppo grandi per il nanetto ad oggi atteso per l'ennesimo processo. Per l'ennesimo comizio davanti ai suoi.
Così va la democrazia nostrana, che ha almeno il pregio di rispettare il calendario. Dici poco...
Corso di Porta Vittoria. 8.30 o poco piú. Vanno in giro in coppia, uno regge il microfono, l'altro avvolge la telecamera con un telo di plastica. C'é rischio pioggia.
Largo Biagi antistante la celebre scalinata impala una locandina di "Uomini senza legge" in questi giorni nelle sale. Bizzarro no?
L'ingresso del tribunale é sormontato da tre gigantografie di magistrati assassinati. Una striscetta tricolore e il cognome: Ambrosoli, Galli, Alessandrini.
Troppo grandi per il nanetto ad oggi atteso per l'ennesimo processo. Per l'ennesimo comizio davanti ai suoi.
Così va la democrazia nostrana, che ha almeno il pregio di rispettare il calendario. Dici poco...
domenica 24 aprile 2011
Quando Zelda fa come Project Gotham Racing
Si era lamentata l'ormai defunta Bizarre perchè la loro quarta (e ultima) commissione per Microsoft, cioè Project Gotham Racing 4 su Xbox 360 ha venduto poco. Perchè è stato poco supportato, poco sponsorizzato.
Gli ultimi tre erano andati di gran lunga in maniera più lusinghiera: Project Gotham Racing per Xbox accompagnò il lancio della primissima console della casa di Redmond migliorando il sistema incentrato sui Kudos del mitico Metropolis Street Racer. Project Gotham Racing 2 accompagnò piuttosto il lancio della piattaforma Xbox Live. E Project Gotham Racing 3? Fu un po' il gioco di lancio di Xbox 360, anche perchè Kameo e Perfect Dark Zero mica erano così bellini.
Il successo della serie per certi versi scandisce le tappe più importanti dell'avventura Microsoft sul pianeta console. Sottolineando di volta in volta le novità hardware possiamo dire che la serie ha sempre funto da demo tecnica di quello che Bill Gates predisponeva per la propria macchina aggressiva? Sarebbe poco dignitoso dirlo, ma a pensarlo non è poi tutto questo peccato: proporre titoli solidi al lancio di una nuova macchina è un po' la speranza dei costruttori hardware e Bizarre in questo è stata eccellente, nel raccogliere sempre la sfida e soddisfarla al meglio.
E se Zelda si mette a fare come Project Gotham Racing?
Cioè Nintendo spende un nome così altisonante al lancio di una nuova console così da abbindolare i giocatori hardcore ed indurli ad esaurire le copie del nuovo hardware. The Legend of Zelda Twilight Princess procrastinato a vita su Gamecube, uscì prima nella versione Wii e poi in quella cubo qualche settimana più tardi in duetre copie. E ora che succede: il buon remake di Ocarina of Time per 3DS a poche settimane dal lancio della console, ma insomma è un rifacimento sulla falsariga di Super Mario 64 DS anche se bisogna vedere quali aggiunte Nintendo ha preparato per il ritorno di uno dei giochi più belli di sempre.
Piuttosto questo favoleggiato The Legend of Zelda Skyward Sword che allo scorso E3 lasciò un po' l'amaro in bocca e che verrà riproposto tra qualche settimana alla fiera di Los Angeles. Ma quando uscirà? E dove? In teoria quest'Inverno su Wii, eppure molti rumour lo danno in uscita in HD sulla ventura console Nintendo a occhio e croce in arrivo l'anno venturo.
Possibile che una delle serie di punta della grande N, in cui ogni episodio si fa vanto di un gameplay bilanciato alla perfezione, finisca per accompagnare il lancio dei vari hardware portatili e casalinghi, sacrifichi la propria invettiva per esplorare le novità tecnologiche e di sistema di controllo.
Staremo a vedere...
Il successo della serie per certi versi scandisce le tappe più importanti dell'avventura Microsoft sul pianeta console. Sottolineando di volta in volta le novità hardware possiamo dire che la serie ha sempre funto da demo tecnica di quello che Bill Gates predisponeva per la propria macchina aggressiva? Sarebbe poco dignitoso dirlo, ma a pensarlo non è poi tutto questo peccato: proporre titoli solidi al lancio di una nuova macchina è un po' la speranza dei costruttori hardware e Bizarre in questo è stata eccellente, nel raccogliere sempre la sfida e soddisfarla al meglio.
E se Zelda si mette a fare come Project Gotham Racing?
Cioè Nintendo spende un nome così altisonante al lancio di una nuova console così da abbindolare i giocatori hardcore ed indurli ad esaurire le copie del nuovo hardware. The Legend of Zelda Twilight Princess procrastinato a vita su Gamecube, uscì prima nella versione Wii e poi in quella cubo qualche settimana più tardi in duetre copie. E ora che succede: il buon remake di Ocarina of Time per 3DS a poche settimane dal lancio della console, ma insomma è un rifacimento sulla falsariga di Super Mario 64 DS anche se bisogna vedere quali aggiunte Nintendo ha preparato per il ritorno di uno dei giochi più belli di sempre.
Piuttosto questo favoleggiato The Legend of Zelda Skyward Sword che allo scorso E3 lasciò un po' l'amaro in bocca e che verrà riproposto tra qualche settimana alla fiera di Los Angeles. Ma quando uscirà? E dove? In teoria quest'Inverno su Wii, eppure molti rumour lo danno in uscita in HD sulla ventura console Nintendo a occhio e croce in arrivo l'anno venturo.
Possibile che una delle serie di punta della grande N, in cui ogni episodio si fa vanto di un gameplay bilanciato alla perfezione, finisca per accompagnare il lancio dei vari hardware portatili e casalinghi, sacrifichi la propria invettiva per esplorare le novità tecnologiche e di sistema di controllo.
Staremo a vedere...
lunedì 18 aprile 2011
Galletti vs modaioli
Lo potreste vedere mentre cammina a bordo del campo, su e giù latitudinalmente. Altre volte si gratta il mento con fare pensoso. Sovente s'aggrappa al divisorio tra bordocampo e panchina.
Qualche metro più in là di Dan Peterson un altro pilastro della pallacanestro allenata: "Charlie" Recalcati. Comunque sempre con la giacca indosso, si sbraccia un po' più del collega, richiama i propri giocatori, mima all'arbitro le decisioni che la terna dovrebbe prendere.
Un Cimberio Varese-Armani Jeans Milano pensata e preparata dai due vale il prezzo del biglietto e ad osservarli si respira un sapore di palla a spicchi tipica degli eighties.
Ma insomma, oltre alla sfida agonistica si vive la passione sportiva, il tifo schietto e sincero per la compagine varesina. Che alla fine pure si è portata a casa la partita, nonostante uno Slay sottotono, una direzione arbitrale così cosà e il fatto che abbia rimontato su Milano solo nel terzo quarto dopo un inizio in cui nel cesto non sarebbe entrato nemmeno uno spillo.
Magistrale Kangur uomopartitascai, grandioso Goss reattivo su ogni pallone...su ogni pallone, devoto il playmaker Stipqualcosa. Milano dal canto suo conduce ma non brilla tra un Rocca che dove è?, Hawkins che si mostra sporadicamente e al quinto fallo fa ciao ciao, Eze che ci stava a fare.
Odore di playoff per il Pala Whirpool? Sarebbe meritatissimo dopo questa vittoria.
Qualche metro più in là di Dan Peterson un altro pilastro della pallacanestro allenata: "Charlie" Recalcati. Comunque sempre con la giacca indosso, si sbraccia un po' più del collega, richiama i propri giocatori, mima all'arbitro le decisioni che la terna dovrebbe prendere.
Un Cimberio Varese-Armani Jeans Milano pensata e preparata dai due vale il prezzo del biglietto e ad osservarli si respira un sapore di palla a spicchi tipica degli eighties.
Ma insomma, oltre alla sfida agonistica si vive la passione sportiva, il tifo schietto e sincero per la compagine varesina. Che alla fine pure si è portata a casa la partita, nonostante uno Slay sottotono, una direzione arbitrale così cosà e il fatto che abbia rimontato su Milano solo nel terzo quarto dopo un inizio in cui nel cesto non sarebbe entrato nemmeno uno spillo.
Magistrale Kangur uomopartitascai, grandioso Goss reattivo su ogni pallone...su ogni pallone, devoto il playmaker Stipqualcosa. Milano dal canto suo conduce ma non brilla tra un Rocca che dove è?, Hawkins che si mostra sporadicamente e al quinto fallo fa ciao ciao, Eze che ci stava a fare.
Odore di playoff per il Pala Whirpool? Sarebbe meritatissimo dopo questa vittoria.
venerdì 8 aprile 2011
Supereroi sfigatelli
Cattivo Scott Pilgrim vs the World. Cattivo cattivo: non lo può godere finoinfondo se non hai idea di chi diamine siano questi Bob-Omb. Intendo i dinamitardi poligonali di Super Mario 64. E se non ti emozioni almeno un pochettino all'udire il jingle di Zelda che fa capolino qua e là.
Scott Pilgrim vs the World comunque sia, nella sua edizione fumettosa o in quella cinematografica, è awesome, geniale, genuinamente nerd. Una storiella d'amore tra liceali e capelli tinti, contro malvagi ex (7 in tutto) a suon di vite bonus e monetine da inserire nel cassone di un tipo Street Fighter. Sciccherie gekkissime!
Chi sicuramente si è appassionato allo Scott Pilgrim cartaceo di Bryan O'Malley è il protagonista di Kick Ass: Dave Lizewski cioè Kick Ass, cioè un altro nerd che si improvvisa supereroe (cioè per davvero: 90 $ su Amazon per un costumino ridicolo) tanto per provare a vedere come ci si sente nei panni di Bruce Wayne. Una lotta al crimine cattivissima, dove arti squartati e sangue dei colori dell'arcobaleno coreografano una danza palapabile ma ironicamente condita.
Scott Pilgrim ha un humour più graffiante e la regia di Edgar Wright lo ri-costruisce degnamente, Kick Ass diventa esteticamente rilevante nel sound accuratamente selezionato da Matthew Vaughn. Entrambi fanno grande uso di effetti speciali con lo scopo di restituire su celluloide il piacere tattile della cellulosa, ma è evidente che ambedue le pellicole per quanto divertenti abbiano più di un debito nei confronti dell'originale a fumetti.
Però è altresì evidente che una nuova sottocultura ha fatto breccia nell'immaginario popolare: è quella delle icone carismatiche di videogiochi e fumetti, della nicchia a 8 bit e dei pagliacci della quotidianità. Se gli anni '80 erano gli anni cupi di Watchmen, i novanta son quelli del plasticismo di Street Fighter. Bel cambiamento!
I due filmetti di qui sopra sono figliocci di quest'ultima generazione che a suon di 1UP ha costruito la propria adolescenza e la propria maturità. E se prima o poi ti chiedono tu cosa fai, rispondi così: "gioco a Zelda, Tetris...è una domanda impegnativa". Come farebbe Young Neil, ad un passo dall'estrarre la sua personale Master Sword.
Scott Pilgrim vs the World comunque sia, nella sua edizione fumettosa o in quella cinematografica, è awesome, geniale, genuinamente nerd. Una storiella d'amore tra liceali e capelli tinti, contro malvagi ex (7 in tutto) a suon di vite bonus e monetine da inserire nel cassone di un tipo Street Fighter. Sciccherie gekkissime!
Chi sicuramente si è appassionato allo Scott Pilgrim cartaceo di Bryan O'Malley è il protagonista di Kick Ass: Dave Lizewski cioè Kick Ass, cioè un altro nerd che si improvvisa supereroe (cioè per davvero: 90 $ su Amazon per un costumino ridicolo) tanto per provare a vedere come ci si sente nei panni di Bruce Wayne. Una lotta al crimine cattivissima, dove arti squartati e sangue dei colori dell'arcobaleno coreografano una danza palapabile ma ironicamente condita.
Scott Pilgrim ha un humour più graffiante e la regia di Edgar Wright lo ri-costruisce degnamente, Kick Ass diventa esteticamente rilevante nel sound accuratamente selezionato da Matthew Vaughn. Entrambi fanno grande uso di effetti speciali con lo scopo di restituire su celluloide il piacere tattile della cellulosa, ma è evidente che ambedue le pellicole per quanto divertenti abbiano più di un debito nei confronti dell'originale a fumetti.
Però è altresì evidente che una nuova sottocultura ha fatto breccia nell'immaginario popolare: è quella delle icone carismatiche di videogiochi e fumetti, della nicchia a 8 bit e dei pagliacci della quotidianità. Se gli anni '80 erano gli anni cupi di Watchmen, i novanta son quelli del plasticismo di Street Fighter. Bel cambiamento!
I due filmetti di qui sopra sono figliocci di quest'ultima generazione che a suon di 1UP ha costruito la propria adolescenza e la propria maturità. E se prima o poi ti chiedono tu cosa fai, rispondi così: "gioco a Zelda, Tetris...è una domanda impegnativa". Come farebbe Young Neil, ad un passo dall'estrarre la sua personale Master Sword.
venerdì 25 marzo 2011
Il Papap'occhio
Quel Pap'Occhio di trent'anni fa, produzione cinematografica scritta, diretta e musicata da Renzo Arbore. Protagonisti i protagonisti de l'Altra Domenica, ovverosia Benigni, la Isabella Rossellini, le Sorelle Bandiera, Abatantuono, eccetera.
Un film poco commedia (all') italiana, sospeso tra la satira e la follia trash. Cosa succederebbe se il Vaticano decidesse di aprire una propria tivvù e la inaugurasse con un grande show comico?
cose tipo la poesia Innaffiami scritta da una tipo Loredana, ingioiellata e cotonatissima starlette anni '80, che fa più o meno così:
Innaffiami
Amor quando di hai amato un fiore m'é sbocciato
quando sei partito il fiore s'é appassito
perchè non torni ancor
a stringermi sul cuor
innaffiami
innaffiami
per non farmi appassire
col tuo innaffiatoio perché sennó io muoio
o il versus Marx e Dio nel giorno del giudizio universale nel monologo di Benigni:
cose tipo la poesia Innaffiami scritta da una tipo Loredana, ingioiellata e cotonatissima starlette anni '80, che fa più o meno così:
Innaffiami
Amor quando di hai amato un fiore m'é sbocciato
quando sei partito il fiore s'é appassito
perchè non torni ancor
a stringermi sul cuor
innaffiami
innaffiami
per non farmi appassire
col tuo innaffiatoio perché sennó io muoio
o il versus Marx e Dio nel giorno del giudizio universale nel monologo di Benigni:
giovedì 17 marzo 2011
Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme
Delle polemiche al dìm di festa se ne fa di sicuro a meno. Delle pene e dell'ipocrisia di chi questa giornata proprio non la vuole, di chi sputa e irride il paese più bello del mondo.
Non si fa della politica il 17 Marzo, tutt'al più della retorica. Convenzionale e boriosa quanto si vuole, ma ogni tanto aggrapparsi agli autentici valori risorgimentali, laici ed unitari, stimola la coesione e il senso di pacifica cooperazione.
E di prove questa Italia ne ha affrontate parecchie e non staremo certo qui ad elencarle: ci sono stati momenti tristi e momenti di gioia, sapientemente distribuiti dall'Eterno all'atto di fissare l'inizio della Storia della Penisola Unita e dire ci rivediamo tra cinquanta, cento, centocinquanta, cinquecento, mille anni. La palpabile euforia di un progetto monumentale, culturalmente forse ancora da compiersi, un progetto osteggiato da quei porci che avevano fatto dalle Alpi alla Sicilia il proprio porcile, da quelli che definivano l'Italia come "una espressione geografica" e basta.
Non si fa della politica il 17 Marzo, tutt'al più della retorica. Convenzionale e boriosa quanto si vuole, ma ogni tanto aggrapparsi agli autentici valori risorgimentali, laici ed unitari, stimola la coesione e il senso di pacifica cooperazione.
E di prove questa Italia ne ha affrontate parecchie e non staremo certo qui ad elencarle: ci sono stati momenti tristi e momenti di gioia, sapientemente distribuiti dall'Eterno all'atto di fissare l'inizio della Storia della Penisola Unita e dire ci rivediamo tra cinquanta, cento, centocinquanta, cinquecento, mille anni. La palpabile euforia di un progetto monumentale, culturalmente forse ancora da compiersi, un progetto osteggiato da quei porci che avevano fatto dalle Alpi alla Sicilia il proprio porcile, da quelli che definivano l'Italia come "una espressione geografica" e basta.
Garibaldi a Palermo di Giovanni Fattori (1860-1862)
14 Marzo 1861 è la Proclamazione del Regno d'Italia, tre giorni più tardi Vittorio Emanuele II sarà incoronato Re d'Italia. Un paio di settimane più tardi si riunirà il nuovo Parlamento, che darà la fiducia al primo esecutivo dell'Italia Unita: lo guiderà Camillo Benso Conte di Cavour. Morirà nel Giugno dello stesso anno e al suo posto giungerà il toscano Ricasoli.
C'è chi dice comunque che l'italia nacque il 26 Ottobre 1860 a Teano, paesello del Casertano, in cui Giuseppe Garibaldi consegnò al Re Di Sardegna Vittorio Emanuele II il Regno Borbonico. Altri tempi, altra politica, altra nobiltà.
Sulla Storia del Risorgimento si è fatto tanto ma tanto revisionismo, si è detto dell'intromissione della massoneria (ma va), delle ruberie di Garibaldi e del suo luogotenente Bixio, di quei plebisciti-burletta (come ebbe a denominarli Montanelli) di Toscana, Marche e Lazio, del Risorgimento imposto dall'alto. Tsk, tutte fandonie. si discute di minuzie per nascondere il fatto storico, chiaro e indiscutibile, di una Nazione che fino al giorno prima era solo un coacervo di staterelli, schiavi delle potenze europee, e da quel giorno ha iniziato a intravedere un futuro luminoso. Lo ha inseguito con la schiena chinata, ma mai ha dimenticato di volgere gli occhi al cielo.
Quel giorno che non ci siamo detti addio, ma ciao.
C'è chi dice comunque che l'italia nacque il 26 Ottobre 1860 a Teano, paesello del Casertano, in cui Giuseppe Garibaldi consegnò al Re Di Sardegna Vittorio Emanuele II il Regno Borbonico. Altri tempi, altra politica, altra nobiltà.
Sulla Storia del Risorgimento si è fatto tanto ma tanto revisionismo, si è detto dell'intromissione della massoneria (ma va), delle ruberie di Garibaldi e del suo luogotenente Bixio, di quei plebisciti-burletta (come ebbe a denominarli Montanelli) di Toscana, Marche e Lazio, del Risorgimento imposto dall'alto. Tsk, tutte fandonie. si discute di minuzie per nascondere il fatto storico, chiaro e indiscutibile, di una Nazione che fino al giorno prima era solo un coacervo di staterelli, schiavi delle potenze europee, e da quel giorno ha iniziato a intravedere un futuro luminoso. Lo ha inseguito con la schiena chinata, ma mai ha dimenticato di volgere gli occhi al cielo.
Quel giorno che non ci siamo detti addio, ma ciao.
martedì 15 marzo 2011
Emorragia 3D(S)
Un Alcatraz inverosimile tra alberelli e panchine rosso tramonto ha ospitato l'evento di lancio meneghino di Nintendo 3DS. Pieno zeppo di postazioni per gioco, invaso da appassionati pronti a discettare sulla genealogia di Kid Icarus e c'era pure il classico finocchietto di derivazione mtvana.
Un catering risicato ma molte belle figliole. Una Pepsi perchè se assumi alcolici poi col cavolo che concludi con successo il percorso metro+treno+automobile.Ai giochi ora: Steel Diver è buono, si dai, interessante il giroscopio e le meccaniche si presumono divertenti. Nintendogs + cats era in versione demo, in giapponese, con un neko e un inu a guardarsi in cagnesco (ehr...), giochicchiare con un boomerang. Fatti più in là, voglio il fungo!
Crei un Mii, spari a qualche bersaglio fuoriuscito da una carta coll'ottuagenario logo "?" e ti rompi le balle. Ti volti ed ecco Dead or Alive Dimension, ben fatto, ma la demo era settata a una difficoltà a prova di imbecille. Di nuovo, Ocarina of Time in meravigliose tessiture: giri un attimo il Kokiri Village, sogni per qualche secondo e saluti l'eroe in verde. Infine il Kid Icarus Uprising in versione blastatoria a scorrimento. E questo fila, ma, forse non lo ho detto, tutti i 3DS avevano i pennini bloccati, della serie me ne porto a casa uno essì. Quindi gran parte dei giochi li hai testati in versione iPhone con le tue ditone che appena prima si erano sbavate diversi centimetri cubi di focaccia alle olive e/o ai pomodorini. Nintendo tiè!
Sul 3d si dicono peste e corna: per quanto lo schermo sia di dimensioni sufficienti affinchè una persona incollata a chi gioca possa ugualmente fruirne, in realtà la dinamica di poco cambia rispetto alla visione in due dimensioni e solo in certi frangenti o con certi giochi (più sapienti) si notano gradevoli effetti. Effetti di pochi secondi, nulla di più.
Crei un Mii, spari a qualche bersaglio fuoriuscito da una carta coll'ottuagenario logo "?" e ti rompi le balle. Ti volti ed ecco Dead or Alive Dimension, ben fatto, ma la demo era settata a una difficoltà a prova di imbecille. Di nuovo, Ocarina of Time in meravigliose tessiture: giri un attimo il Kokiri Village, sogni per qualche secondo e saluti l'eroe in verde. Infine il Kid Icarus Uprising in versione blastatoria a scorrimento. E questo fila, ma, forse non lo ho detto, tutti i 3DS avevano i pennini bloccati, della serie me ne porto a casa uno essì. Quindi gran parte dei giochi li hai testati in versione iPhone con le tue ditone che appena prima si erano sbavate diversi centimetri cubi di focaccia alle olive e/o ai pomodorini. Nintendo tiè!
Sul 3d si dicono peste e corna: per quanto lo schermo sia di dimensioni sufficienti affinchè una persona incollata a chi gioca possa ugualmente fruirne, in realtà la dinamica di poco cambia rispetto alla visione in due dimensioni e solo in certi frangenti o con certi giochi (più sapienti) si notano gradevoli effetti. Effetti di pochi secondi, nulla di più.
domenica 13 marzo 2011
Il cellulare che (non) ci meritiamo
Che goduria scrivere la parola fine al restyling mobiletelecomunicativo.Il punto di partenza era ben documentato a queste latitudini un paio di mesetti fa.
E da allora chi sta da questa parte si è messo in moto verso due importanti direttrici:
- fase uno. Proprio nel mentre che tu ti appropinqui a rinnovare la fedeltà a Nokia, Nokia ti volta le spalle e se ne va con gli americani di Microsoft. Vatti a fidare di questi scandinavi saunisti, babbonatalisti, welfaristi e pure un pochino gai.
Costo dell'operazione? Microsoft regala a Nokia un miliardo di rubli sottratti a Vorkuta nei primi sessanta (la vera storia raccontata in Call of Duty Black Ops. Che non è la pezzente fantapolitica di Homefront, l'unico gioco la cui longevità è inversamente proporzionale al tempo impiegato per pronunziarne il nome) per piazzare sui futuri nokiafonini il sistema operativo Windows Phone 7 o forse si chiama Windows Mobile 7. Il sette di sicuro c'è.
Anche perchè Symbiam è in caduta libera e te lo ha detto un ometto tozzo di Sony Ericcson.
Ma, eceunma, da tale operazione vanno sottratti euro 299, ovverosia l'ammontare della cifra di un esemplare di Nokia c-6. Quello che sarebbe finito nelle tasche del sottoscritto se non bla bla bla.
La scelta quindi è dell'Optimus One di LG. Smartphone di fascia bassina con Android 2.2, schermo capacitivo e qualche infinocchiata caratteristica che potete pure andarvi a leggere sul sito ufficiale dei jappici. E stavolta pure non lo linko.
Tant'è che aldilà di un wi-fi sempre prossimo al collasso, di uno schermo poco sensibile allo sfioro e di adesivi inferiori prossimi al distacco, l'lgfonino è più che buono. Per quel che costa e per quel che ci devi fare: cazzeggiare su feisbuc e giocare a Game Dev Story.
- fase due. Non è che capisci molto quello che ti ha chiesto. Non ne capisci proprio un cazzo. E' carina, per questo non capisci un cazzo, ma questo la tua accompagnatrice di quella mattina non lo deve sapere. Un centro Vodafone dalle parti di Cordusio, il tanto sospirato atto di abbandono dell'operatore Tim e dell'abbraccio dell'arcigno nemico. L'ultimo atto di una pressione lobbystica degna dell'antitrust.
Di per sè la portabilità da Tim a Vodafone non è così snervante, se non fosse che nell'atto di bloccare la sim tu non reperisci più il codice puk e sfanculi l'assetto attuale della telefonia mobile mondiale in una notte di mezzo febbraio. Grazie al cielo ti è bastato inserire la sim vodafone gentilmente offerta, utilizzare quel codice puk in simbiosi con il vecchio numero per andare liscio come l'olio. Ma frattanto l'intero emisfero boreale che per comodità chiameremo la tua rubrica contatti già aveva salvato il nuovo numero.
Segue riconferma del vecchio 339 blablabla e forse la tanto sospirata pace dei sensi. O almeno così si spera.
lunedì 7 marzo 2011
Ape escape and enslaved
I dubbi comunque permangono. Non è che il quadro generale li elimini.
Sezioni platform radiocomandate. Sistema di combattimento teleguidato. Impianto esplorativo da gen passata.
Enslaved non è un gioco maturo, non ha le pretese delle cosidette KA (e difatti il riscontro al botteghino è stato infelice) eppure possiede un intreccio tra narrazione e gameplay di prim'ordine, un magistrale tessuto descrittivo che lega in maniera simbiotica la sconnessa realtà urbana post-apocalittica (alla - e ti vergogni di dirlo - Io sono Leggenda) con l'indispensabile cooperazione tra il protagonista Monkey (dietro al quale stava Andy Serkis, nella fascinosa tuta da motion capture che fu del Gollum de Il Signore degli Anelli) che fa la scimmia e la fragile Trip (capelli rossi occhi azzurri) che fa la zoccola.La donna(ccia) qui in primo piano, colei che ci ha schiavizzato, non sta entrando in scivolata sulle caviglie, bensì sta aggirando l'angolo in cementufo per nascondersi e fuggire. La vigliacca!
Diciamo però che il gioco di Ninja Theory (gli stessi di Heavenly Sword e sotto falso nome di quella perla powerstoniana di Kung Fu Chaos) fatica non poco a sprigionare i propri meriti e forse li presenta veramente solo negli ultimi tre capitoli ( o comunque quando interviene un terzo incomodo): sarà solo allora che combattimenti, sezioni platform (rese più toste da fiamme che sbucano dalle pareti a intermittenza. Potevano proporre arrangiamenti simili qualche stage più dietro) e narrazione si incateneranno in un loop davvero godibile, e sopratutto divertente ed esaltante.Senza fare spoiler di sorta il boss finale veiene giù piuttosto facilmente, ma il combattimento vi chiede di compiere una varietà d'azioni mai precedentemente saggiata.
Sul lato grafico Enslaved si dimostra caparbio: forte dell'Unreal Engine 3 si prodiga in virtuosismi poligonali di ottima fattura, ricorrendo solo in sporadiche occasioni alla CG. Lo splendore dei fondali a nostro avviso non viene sottolineato abbastanza e solo nelle parti finali gli sviluppatori si impegnano per determinare un forte contrasto tra la natura verdeggiante e rigogliosa contro gli ammassi industriali di una guerra di tanto tempo fa.
Iscriviti a:
Post (Atom)







